Biblioteca Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche
Sanità Pubblica Veterinaria: Numero 106, Febbraio 2018 [http://www.spvet.it/] ISSN 1592-1581
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Valutazione dello stato di benessere negli animali ospitati in canili
Evaluation of well-being state in animals housed in kennels


Livia Moscati1, Cecilia Righi1, Stefania Mancini2, Silvana Diverio3,



1 Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche - Togo Rosati
2 ASL Umbria 1
3 Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Perugia



Abstract.

Objectives
The aim of this research was to deepen the knowledge on the assessment of well-being in dogs confined to kennels using animal-based physiological / pathological indicators and behaviors indicators. Specifically, we want to provide further pathophysiological indicators related to the well-being of dogs within the kennels in order to identify a limited set of indicators which, through specific analyzes, allow improve management and reduce healthcare expenses as quickly as possible

Methodology
In the first year of research, we collected  significant number of samples received by dogs confined in the kennels to assess the health status of dogs and the level of chronic stress; these animals have also been subjected to behavioral analysis. After a period of about 30 days from the entry into the kennel, dogs that were not given back to the owners were subjected to a second sampling. Two behavioral evaluations were also carried out (the first when dogs arrived in the kennel, the second after 30 days) to verify the degree of animal adaptation to the kennel life. To make the qualitative and quantitative assessment of the behavior, relief sheets were prepared. A specially trained veterinary carried out or supervised all behavioral evaluations

 Results
These results identify useful physiological indicators such as lysozyme, neutrophil granulocytes and monocytes. There are also correlations between the time spent in the kennel and dog’s behavior

Discussion and Conclusions
Data analysis shows that some physiological indicators (lysozyme, neutrophil granulocytes, and monocytes) and dogs’ behavioral can be a useful tool for evaluating the welfare state in the kennel


Riassunto.

Obiettivi
Lo scopo di questa ricerca è stato quello di approfondire le conoscenze relative alla valutazione del benessere in cani confinati nei canili sanitari, mediante l’impiego di indicatori fisiologici/patologici e comportamentali basati sull’animale. Nello specifico, si è inteso fornire ulteriori indicatori fisiopatologici correlabili al benessere dei cani all’interno dei canili ed effettuare una disamina di tutti quelli già esistenti ed utilizzati, al fine di individuare una serie circoscritta di indicatori che, attraverso analisi mirate e specifiche, permettano di migliorare la gestione e ridurre le spese sanitarie nel minor tempo possibile

Metodologia
Il protocollo ha previsto, nel primo anno di ricerca, la raccolta di un numero statisticamente significativo di campioni di animali, che pervengono ai canili sanitari, atti a valutare lo stato sanitario dei cani, in quanto un buono stato sanitario è indice di benessere, e il livello di stress cronico; su questi animali è stata fatta anche un’analisi comportamentale. Dopo un periodo di circa 30 giorni dall’entrata in canile, i cani che non sono stati restituiti ai proprietari sono stati sottoposti a un secondo campionamento. Inoltre sono state compiute due valutazioni comportamentali (la prima volta all’arrivo dell’animale in canile, la seconda dopo 30 giorni) per verificare il grado di adattamento degli animali alla vita di canile. Per compiere la valutazione qualitativa e quantitativa del comportamento sono state approntate delle schede di rilievi. Tutte le valutazioni comportamentali sono state effettuate effettuate da personale veterinario appositamente formato, sotto la supervisione di un medico veterinario esperto in comportamento

L’analisi statistica
Gli indicatori fisiologici sono stati analizzati attraverso il test t di Student, sono state analizzate le possibili differenze per i singoli parametri tra primo prelievo e secondo prelievo, in questo modo possiamo valutare se c’è stato un cambiamento statisticamente significativo nei cani nei valori dei singoli parametri tra primo e secondo prelievo; per ogni parametro sono stati considerati solo i cani a cui erano stati effettuati entrambi i prelievi. È stato considerato statisticamente significativo un p-value<0,05. Nello studio comportamentale Le schede raccolte e i dati relativi alle osservazioni comportamentali sono state archiviate su un file Excel e successivamente trasferite sul software per le analisi statistiche SPSS ver. 23 (IBM, SPSS Inc., Chicago, IL, USA). Sono state utilizzate sia tecniche non parametriche che parametriche. Inoltre, le variabili relative ai descrittori comportamentali delle Schede di valutazione e le osservazioni comportamentali sono state sottoposte ad Analisi delle Componenti Principali (PCA). Per valutare l’accordo inter-osservatori era utilizzato il k di Cohen. Un risultato con P =0.05 era definito significativo ma erano riportati anche i trend (P<0.1).

Risultati
I risultati ottenuti individuano utili indicatori fisiologici come il lisozima, i polimorfonucleati e le cellule del sistema monocitico macrofagico. Si sono anche evidenziate correlazioni tra il tempo trascorso in canile e il comportamento

Discussione e Conclusioni
Dall’analisi dei dati si può affermare che alcuni indicatori fisiologici (lisozima, granulociti neutrofili, cellule del sistema monocitico macrofagico) e comportamentali possono essere un utile strumento per la valutazione dello stato di benessere in canile.



Introduzione
Il confinamento prolungato in canile determina un impoverimento del benessere dei cani, inducendo uno stato di stress cronico caratterizzato da modificazioni fisiologiche e comportamentali che possono rendere ancora più improbabile la loro adozione (Wells et al., 2002). Lo scopo di questa ricerca è stato quello di approfondire le conoscenze relative alla valutazione del benessere in cani confinati nei canili sanitari, mediante l’impiego di indicatori fisiologici/patologici e comportamentali basati sull’animale.
Nello specifico, si è inteso fornire ulteriori indicatori fisiopatologici correlabili al benessere dei cani all’interno dei canili ed effettuare una disamina di tutti quelli già esistenti ed utilizzati, al fine di individuare una serie circoscritta di indicatori che, attraverso analisi mirate e specifiche, permettano di migliorare la gestione e ridurre le spese sanitarie nel minor tempo possibile

Metodologia
Il protocollo ha previsto, nel primo anno di ricerca, la raccolta di un numero statisticamente significativo di campioni di animali, che pervengono ai canili sanitari, atti a valutare lo stato sanitario dei cani, in quanto un buono stato sanitario è indice di benessere, e il livello di stress cronico; su questi animali è stata fatta anche un’analisi comportamentale. Dopo un periodo di circa 30 giorni dall’entrata in canile, i cani che non sono stati restituiti ai proprietari sono stati sottoposti a un secondo campionamento. Inoltre sono state compiute due valutazioni comportamentali (la prima volta all’arrivo dell’animale in canile, la seconda dopo 30 giorni) per verificare il grado di adattamento degli animali alla vita di canile. Per compiere la valutazione qualitativa e quantitativa del comportamento sono state approntate delle schede di rilievi. Tutte le valutazioni comportamentali sono state effettuate effettuate da personale veterinario appositamente formato, sotto la supervisione di un medico veterinario esperto in comportamento.  L’analisi statistica

Gli indicatori fisiologici sono stati analizzati attraverso il test t di Student, sono state analizzate le possibili differenze per i singoli parametri tra primo prelievo e secondo prelievo, in questo modo possiamo valutare se c’è stato un cambiamento statisticamente significativo nei cani nei valori dei singoli parametri tra primo e secondo prelievo; per ogni parametro sono stati considerati solo i cani a cui erano stati effettuati entrambi i prelievi. È stato considerato statisticamente significativo un p-value<0,05.
Nello studio comportamentale Le schede raccolte e i dati relativi alle osservazioni comportamentali sono state archiviate su un file Excel e successivamente trasferite sul software per le analisi statistiche SPSS ver. 23 (IBM, SPSS Inc., Chicago, IL, USA). Sono state utilizzate sia tecniche non parametriche che parametriche. Inoltre, le variabili relative ai descrittori comportamentali delle Schede di valutazione e le osservazioni comportamentali sono state sottoposte ad Analisi delle Componenti Principali (PCA). Per valutare l’accordo inter-osservatori era utilizzato il ? di Cohen. Un risultato con P =0.05 era definito significativo ma erano riportati anche i trend (P<0.1).

Risultati
Le difese immunitarie innate sono composte da elementi cellulari e da fattori solubili. Gli elementi corpuscolati sono cellule del sistema monocitico/macrofagico, cellule polimorfo nucleate e un tipo di linfociti noto come cellule natural killer (NK).
La loro funzione di difesa di si basa sulla presenza di recettori chiamati PRRs (pattern-recognition receptors), una famiglia di questi recettori è nota come recettori Toll-like (TLR) (Kadowaki et al 2001). La maggior parte dei TLR interagisce con prodotti microbici quali il lipopolisaccaride (LPS), l’acido teicoico, peptidi n-formil-metioninici, glicani ricchi in mannosio, che non sono espressi nelle cellule e nei tessuti dei mammiferi e che sono denominati pathogen-associated molecular patterns (PAMP) (Lyzak J.B. 2004).
I macrofagi e i granulociti, a seguito dell’attivazione da parte dei PAMP, presenti sulla superficie di un ampio numero di microrganismi, esplicano un’attività di fagocitosi. I fagociti principali sono i neutrofili polimorfonucleati, che intervengono nella prima fase del fenomeno infiammatorio, e i monociti/macrofagi che, pur intervenendo come seconda linea, permangono più a lungo nel focolaio (Delves et al 2000). Tra i fattori solubili dell’immunità innata abbiamo preso in considerazione il lisozima.
Il lisozima è un fattore importante della difesa antinfettiva non specifica. In condizioni normali, la concentrazione di lisozima nel siero viene principalmente mantenuta dal rilascio dei neutrofili in degenerazione. La determinazione del lisozima sierico fornisce informazioni sul numero e l’attività dei granulociti e sulla attività funzionale del sistema monocitario-macrofagico e la sua concentrazione nel siero viene mantenuta principalmente dai neutrofili in degenerazione (Sotirov et al 1997).

In questo senso, valori abnormemente elevati sono correlati all’insorgenza di stati infiammatori. La carenza di lisozima è indice prognostico negativo, in quanto tale sostanza interviene con differenti meccanismi nella batteriostasi, batteriolisi, battericidia ed aggregazione batterica (Sotirov et al 2004). La concentrazione di lisozima viene alterata da infezioni, immunizzazioni e stimoli aspecifici (adiuvanti). L’inoculazione sperimentale di lisozima comporta l’insorgenza di effetti immunoregolatori. Viene inoltre ammesso un ruolo importante del lisozima per la difesa locale delle mucose.
Dai risultati ottenuti si nota che le cellule della serie bianca (neutrofili e linfociti), pur rimanendo nei ranges di normalità, subiscono delle variazioni statisticamente significative. I neutrofili, che hanno attività di fagocitosi, sono maggiori nel primo prelievo rispetto al secondo ma, osservando la i dati sulle parassitosi e le malattie infettive vediamo che c’ è anche un miglioramento della stato sanitario degli animali. Ovviamente la concentrazione di lisozima sierico, che deriva dalla degranulazione dei neutrofili, diminuisce al diminuire dei granulociti, rientrando nei ranges di normalità.
Si sono anche evidenziate correlazioni tra il tempo trascorso in canile e il comportamento in particolare il confronto tra le due sessioni mostrava come nella seconda visita aumentano i comportamenti dinamici, di interazione e del tempo passato a mangiare. Inoltre, nella seconda visita diminuisce il tempo che l’animale passa con una postura bassa a favore di quella neutra e del tempo passato all’interno della cuccia a favore del posizionamento nella parte posteriore del recinto. Queste modificazioni comportamentali sembrano indicare un miglioramento delle condizioni di benessere del cane (Beerda et al. 1999; Boissy et al. 2007; Kiddie and Collins, 2014) nella seconda visita rispetto ai primi giorni di detenzione in canile.

Discussione e Conclusioni
Dall’analisi dei dati si può affermare che alcuni indicatori fisiologici (lisozima, granulociti neutrofili, cellule del sistema monocitico macrofagico) e comportamentali possono essere un utile strumento per la valutazione dello stato di benessere in canile.

Bibliografia

Beerda, B., Schilder, M.B.H., Bernadina, W., Van Hooff J.A.R.A.M., Vries, H.W.D.E.,Mol, J.A.N.A., 1999. Chronic Stress in Dogs Subjected to Social and Spatial Restriction. I Behavioural Resposes 66, 243–254.

Boissy, A., Manteuffel, G., Jensen, M.B., Moe, R.O., Spruijt, B., Keeling, L.J., Winckler, C., Forkman, B., Dimitrov, I., Langbein, J., Bakken, M., Veissier, I., Aubert, A., 2007.Assessment of positive emotions in animals to improve their welfare. Physiol. Behav. 92, 375–397. doi:10.1016/j.physbeh.2007.02.003

Delves, P.J.and Roitt, I. M. (2000) The immune system  Part. I. N. Engl. J. Med. 343: 37-49

Kadowaki, N., Ho, S., Antonenko, S., Malefyt, R.W., Kastelein, R. A., Bazan, F.and Liu, Y.J. (2001) Subset of Human dendritic cell precursors express  different toll-likereceptors and respond to different microbial antigens J Exp. Med. 194: 863-869

Kiddie, J.L., Collins, L.M.., 2014. Development and validation of a quality of life assessment tool for use in kennelled dogs (Canis familiaris). Appl. Anim. Behav. Sci. 158, 57–68.doi:10.1016/j.applanim.2014.05.008

Lyczak, J.B. (2004) in Immunology, Infection and Immunity ed. By ASM Press American Society for Microbiology Washington DC

Sotirov, L., Slavov, R., Tyankov, S. and Semerdzhiev, V. (1997) Breed and category related variations in serum lysozyme content in sheep Revue Med. Vet. 148, 2: 127-130

Sotirov, L. (2004) Lysozyme and complement concentration in horses, donkey and mules Revue Med. Vet. 155, 4: 221-225.

Wells D.L., Graham L., Hepper P.G., 2002, The influence of length of time in a rescue shelter in the behaviour of kennelled dogs; Animal Welfare, 11, 317-325.



OPEN REVIEW - Modulo per la "revisione aperta" di questo articolo, pubblicato sul numero 106/2018 di SPVet.it



Moscati et al, 2018 - Valutazione dello stato di benessere negli animali ospitati in canili
Moscati et al, 2018 - Valutazione dello stato di benessere negli animali ospitati in canili (SPVet.it 106/2018)





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