Biblioteca Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche
Sanità Pubblica Veterinaria: Numero 102, Giugno 2017 [http://www.spvet.it/] ISSN 1592-1581
Documento reperibile all'indirizzo: http://spvet.it/indice-spv.html#edi102

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EDITORIALE:



Lo smartphone per uno storytelling a sostegno dell'attività di ricerca. Seconda parte: hardware e software di base per la documentazione scientifica
The smartphone for the storytelling to support research activity. Second part: basic hardware and software for scientific documentation

Raoul Ciappelloni


Nei laboratori universitari sta attualmente prendendo piede una specie di "new media storytelling", dove i ricercatori, come reporter di strada, utilizzano device mobili per raccogliere, elaborare, distribuire informazioni sui propri studi, condividendole con comunità di "pari", che oggi indicheremmo utilizzando il prefisso "social". Siamo quindi nella liquida Rete dei social media, ma in un suo versante più serio e qualificato, quello dedicato a Scientists & Academics con sevizi online del livello di Mendeley, Research Gate o Academia.edu.

In questo editoriale sono brevemente presentate le componenti hardware e software di base, per realizzare documentazione multimediale di valore scientifico, utilizzando quasi unicamente uno smartphone ed i metodi operativi del Mobile Journalism.
Il lavoro è la continuazione l'articolo: "Lo smartphone per lo storytelling scientifico a sostegno dell'attività di ricerca. Prima parte: la comunicazione visuale in laboratorio" - SPVet.it n. 101/2017, centrato sulla documentazione multimediale di accompagnamento delle pubblicazioni scientifiche o divulgative, che ormai viene richiesta da molti editori.

Come detto nel precedente lavoro, nell'ambito della comunicazione scientifica, lo smartphone sta rapidamente diventando una "Tecnologia appropriata" (Intermediate technology). Strumento ideale per comunicare i progressi conseguiti in vari settori disciplinari, attraverso brevi documentari o videoclip allegati alle stesse pubblicazioni.
In questo modo posono essere comunicate varie metodologie strumentali garantendone la riproducibilità e il controllo, anche per evitare possibili fenomeni di falsificazione, recentemente denunciati da più parti (vedi Enrico Bucci, 2015).
Il nocciolo della questione è che formando il personale di laboratorio sull'impiego avanzato dei device mobili, (strumenti a basso costo e di uso comune), si può mettere insieme una valida documentazione multimediale senza far uso di apparati costosi e difficili da reperire. Il cambiamento che si profila all'orizzonte non è da poco e naturalmente ci sono pro e contro.

Pregi e difetti dello smartphone per la documentazione scientifica
Impiegare una "mobile Journalism technology" direttamente in laboratorio ha vantaggi e svantaggi, quasi tutti direttamente legati alle caratteristiche costitutive del mezzo attraverso il quale si realizza, cioè il telefonino intelligente o smartphone.

Nel nostro caso, tra i vantaggi avremo la maneggevolezza dello strumento (dislocabilità e leggerezza), facilità e immediatezza d'uso, basso costo, la possibilità di filmare in modalità particolari come time-lapse ed effettuare elaborazioni in post-produzione video (ad esempio inserire effetti speciali).
In alcuni casi tutto ciò potrà essere fatto operando direttamente sul telefono, con la possibilità di inviare in Rete immediatamente il risultato del lavoro. Inoltre, lo smartphone non intimidisce i soggetti ripresi ed è discreto. Si inserisce facilmente nelle situazioni in campo o in laboratorio, senza interferire con il normale flusso di operazioni in corso.
Ultimo, ma non ultimo, questo strumento (non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un telefono), consente di comunicare. Si può così chiedere estemporaneamente consiglio ad un consulente o un collega e, se richiesto dalla situazione, ottenere just in time documenti o acquisire nuove informazioni dalle risorse di Internet.

I difetti sono sostanzialmente collegati alla qualità di alcune componenti dell'apparato, ad esempio i materiali plastici costituenti l'obiettivo, e dal fatto che l'apparato non è specializzato ma essenzialmente composito e multifunzionale.
Normalmente immagini e filmati avranno risoluzione e qualità inferiore di quelle ottenibili con una macchina reflex o compatta soprattutto in condizioni sfavorevoli, ad esempio di scarsa illuminazione. Ricordiamo che il sensore d'immagine di una fotocamera professionale (Digital single-lens reflex-camera), full-frame è cinquanta volte più grande di quello di uno smartphone.
Ci sono evidenti limitazioni d'uso dovute al formato grandangolare, scarsa stabilità di ripresa, fragilità. Inoltre non avremo (normalmente) obiettivi intercambiabili e zoom. Dovremo anche fare i conti con un limitato controllo sull'esposizione, minore gamma e precisione del colore.
È però anche vero che quasi ognuno di questi difetti, a parte la bassa qualità dell'apparecchio e delle lenti, può essere compensato da opportune aggiunte (lenti addizionali, obiettivi macro e micro, lampade, cavalletto, microfono, cover protettiva, software video).
Il tutto, come si diceva, a un costo compatibile con il budget di qualsiasi professionista, per non dire di un Ente pubblico, come vedremo di seguito.

Cosa vuol dire lavorare con uno smartphone "in campo"
Dobbiamo precisare che le problematiche appena descritte si attenuano molto se *non* si pretende di sostituire un'apparecchiatura fotografica professionale con un telefonino, quando la qualità fotografica è il primo requisito da conseguire.
Questa è la prima regola, anche se dobbiamo dire che nell'attività sul campo può accedere di tutto. I giornalisti spesso fanno a gara nel raccontare di quella volta, quando tutto sembrava perso (ad esempio: telecamera caduta in acqua, rubata, sequestrata o peggio) ed allora, grazie al provvidenziale iPhone, il servizio è andato comunque a buon fine. Situazioni drammatiche a parte, nell'ordinaria esperienza operativa grazie ad uno smartphone, potremo sempre ottenere buone immagini descrittive e perfettamente utilizzabili.

E se non figureranno mai in una galleria d'arte o un archivio, non sarà un gran guaio, perché dovranno essere visionate attraverso sistemi dotati di finestre piccole, presumibilmente dentro altri smartphone, schermi di computer o peggio, televisori.
Questo non significa trattare con faciloneria le inevitabili carenze dell'apparecchio.
In un'interessante articolo, Roberto Pezzali (2014) afferma che: "… la maggior parte delle persone preferisce la foto di uno smartphone, … comunque non esiste differenza tangibile…".
Egli sostiene che fra le immagini prese con un telefono di buona qualità e quelle ottenute da reflex e fotocamere compatte, con impostazioni automatiche, le differenze non sono così significative. Si badi bene, non stiamo parlando di qualità oggettive, bensì percepite, e valutate non con l'aiuto di contafili e densitometri, ma dall'occhio di utenti, normalmente più interessati alla descrittività e dinamicità delle immagini, che alla loro griglia di pixel.

Sembra che le fotocamere "vere", quelle con sensori di immagine più grandi, in modalità automatica, si comportino, ad esempio per ciò che riguarda la nitidezza dei dettagli al margine della foto, non molto diversamente degli smartphone.
Pertanto se questa verrà stampata o visionata in piccolo formato (10 x 13 cm), non porterà all'occhio differenze fortemente penalizzanti.

Molto più di macchina fotografica & cinepresa
Per ciò che ci interessa, del nostro smartphone utilizzeremo prevalentemente l'apparato ottico e il blocco audio-microfono. Ma non è solo una questione di immagini statiche e in movimento. Ogni smartphone è un micro-terminale informatico con un ampio corredo di sensori e componenti elettroniche. In un apparecchio, già capace di ottime performance fotografiche e di ripresa (OnePlus 5; Samsung Galaxy S7; LG G5 SE) avremo normalmente a disposizione: termometro, barometro, ricevitore posizionamento e navigazione satellitare (longitudine, latitudine, altezza), rilevatore di prossimità, bussola e rilevatore magnetico, rilevatore di luce, per non dire di accelerometro, giroscopio e sensore di gravità. Queste componenti rappresentano un valore aggiunto significativo che ci consente di fronteggiare situazioni impreviste, ad esempio orientarsi in campo o effettuare misurazioni utili per definire meglio la situazione che si sta descrivendo.

Apparati per il rilevamento naturalistico
Apparati aggiunti allo smartphone consentono di utilizzarlo nel rilevamento naturalistico


All'occorrenza, il nostro smartphone potrà trasformarsi istantaneamente in telescopio, microscopio, sonda endoscopica, apparato a infrarossi per la visione notturna, telecamera o cinepresa subacquea, il tutto ad un costo molto contenuto. L'offerta di sensori e apparati elettronici in questi anni, si è ampliata a dismisura con un forte abbattimento dei costi. Così possiamo, ad esempio, procurarci una sonda endoscopica o un obiettivo microscopico adatto anche per closeup spinti, investendo una trentina di Euro, come si può constatare collegandosi ad Amazon.it o un qualsiasi store online.
Non si tratta di strumentazione di alto livello, ma di sofisticati giocattoli, che possono risultare molto utili nell'attività di documentazione, consentendo di effettuare osservazioni veloci e, per scopi pratici, sufficientemente accurate.

Elenco minimo di hardware e software per la documentazione multimediale
Insomma, telefono a parte cosa serve? Cominciamo dall'hardware.
Per trarre realmente profitto dal nostro smartphone ed utilizzarlo come studio audio - video - fotografico, avremo anzitutto bisogno di alcuni strumenti per gestirlo confortevolmente e dare maggiore stabilità alle riprese. Cominciamo con il pezzo più importante. Un supporto per "tenere" lo smartphone e fissarlo ad uno stativo, senza danneggiarlo o farlo cadere e capace ospitare all'occorrenza lampade, microfoni e altri meccanismi ausiliari.
Un prodotto economico, ma ancora valido, può costare meno di 10 Euro. Sarebbe però meglio investire di più e spenderne una cinquantina per avere un ottima struttura soprattutto brandeggiabile in modo sicuro.

Testa reggi-smartphone e cavalletto
Elementi indispensabili: Testa per reggere lo smartphone e cavalletto


Altra parte critica del nostro laboratorio mobile è un treppiede.
Di modelli ce ne sono tanti e con caratteristiche diverse. Converrà sceglierne uno non proprio leggerissimo. Lo smartphone non è una pesante reflex e sta bene quasi su ogni supporto, seppure esile, ma volendo raggiungere una certa elevazione per le riprese (in genere più di un metro e cinquanta), la solidità è necessaria.
Si trovano treppiedi professionali, stabili, resistenti e trasformabili in monopiede, a poco più di sessanta Euro. Oltre allo stativo da campo, per una intervista in interno, ci vorrebbe anche un treppiede da tavolo (a testa sferica per fissare stabilmente lo smartphone e poterlo orientare facilmente).
Anche qui c'è un'ampia offerta. Conviene sempre privilegiare la robustezza per evitare che dopo un uso, anche moderato, l'apparato si rompa o si deformi.
Il treppiede da tavolo, chiuso, sarà impugnato all'occorrenza per effettuare le riprese mobili.

Treppiede da tavolo e impugnatura per riprese
Treppiede da tavolo e impugnatura per riprese


Tutti gli smartphone di fascia medio-alta hanno normalmente buoni apparati audio per la registrazione. Tuttavia un microfono con jack di 3.5 millimetri è un componente aggiuntivo essenziale.
Permette di registrare la voce (dell'operatore o di eventuali intervistati) evitando il brusio ed i rumori ambientali. Anche qui possiamo scegliere. Validi microfoni a clip possono avere il costo di una decina di euro.

Microfono via cavo e via radio
Microfono via cavo e satellitare (radio)


Investendo non molto di più possiamo dotarci di un apparato radio mobile, utile per "microfonare" l'interlocutore che a questo punto, non essendo collegato da un cavo allo smartphone, potrà muoversi più liberamente. L'apparecchio ricevente viene assicurato sul morsetto che regge il telefono senza problemi, creando una struttura compatta e stabile.
E con l'hardware possiamo fermarci qui. Interessiamoci ora al software.

Il software
Sul lato software, soprattutto per l'editing e la modifica dei filmati, c'è un'ampia offerta di prodotti. Non è sempre facile orientarsi fra queste applicazioni, spesso create per usi specifici e scarsamente documentate, fornendo indicazioni che vadano bene per tutti gli utenti ed i modelli di telefono. Il suggerimento è di valutare criticamente l'offerta degli store online come GooglePlay e iTune, considerando il numero degli utenti che la stanno usando, il punteggio dato al prodotto e le opinioni sul software, soprattutto la descrizione di problemi d'uso o malfunzionamenti con particolari modelli di telefono.
Dopo essersi fata una idea delle caratteristiche della App, la si installa sul telefono per verificarne il funzionamento. Analizzare lo schema riassuntivo delle caratteristiche della Applicazione, così come viene riportato nella schermata del play store, può fornire importanti indicazioni sulla sua qualità.



caratteristiche delle App fornite dal Play Store di Google
Punti di controllo sulle App fornite dal Play Store di Google.
Analogamente nell'App Store iTune per le Applicazioni per iPhone


È certo consigliabile leggere attentamente i permessi che il software in questione richiede e visitare il sito dello sviluppatore per capire come lavora e che altro ha prodotto.
Pur non essendo una regola, in genere le Applicazioni, gratuite e particolarmente ben fatte, tendono a "servirsi" con eccessiva libertà dei dati contenuti nel telefono (ad esempio leggendo il contenuto dell'agenda telefonica, accedendo alla galleria di immagini). Possono attivarte autonomamente hardware e software, il GPS per determinare la posizione del telefono ed altro.
A volte alcuni di questi premessi sono effettivamente necessari al funzionamento, quando però è evidente che il livello di intrusione nel Sistema è elevato ed articolato sarebbe consigliabile rinunciare all'installazione, se non altro perché (profilazione dell'utente a parte), tutte queste applicazioni che si attivano autonomamente rallentano fortemente il funzionamento del telefono e scaricano velocememnte le pile.


Per device impostati sui Sistemi Operativi Android e iOS, ci sono Applicazioni prevalentemente gratuite o del prezzo di pochi euro. La pagina Journalism Tools ne riporta alcune giudicate indispensabili.
Quelle di seguito descritte sono state provate da SPVet.it (su Galaxy S7, iPhone 6) e trovate funzionanti in modo soddisfacente. Molte altre scelte sono possibili e ugualmente valide.

FILMiC PRO - http://www.filmicpro.com/
FILMiC Pro è un'Applicazione video professionale per device iOS e Android ( http://www.filmicpro.com/)


Una buona App per registrazione di video su smartphone è certamente FILMiC PRO (http://www.filmicpro.com/). Si tratta di una applicazione nata per il mondo Apple, recentemente (Dicembre 2015) è stata resa disponibile per device Android (richiede la versione 7). Si tratta di una App ben documentata (http://www.filmicpro.com/videos/tutorials/), cosa piuttosto rara.
I comandi e le impostazioni manuali consentono un completo controllo (o quasi) della fase di ripresa. Particolarmente utile la gestione del bilanciamento del bianco, riprese in slow motion e timelapse, regolazione ISO.

Cinema FV-5
Cinema FV-5. Applicazione avanzata per device Android (http://www.cinemafv5.com/)


Anche Cinema FV-5 consente di gestire in modo professionale la ripresa con comandi manuali. Si tratta di una App per video makers più semplice della precedente ma comunque potente. Consente di realizzare riprese gestendo direttamente le impostazioni della telecamera in modo che il filmato sia adatto per le successive elaborazioni in postproduzione.
L'applicazione assiste l'operatore nella ripresa visualizzando ad esempio gli istogrammi per i canali RGB ed i picchi del suono direttamente nel campo immagine. Dal pannello opzioni di FV-5 si può intervenire direttamente sui parametri base del sensore (compensazione dell'esposizione, modalità del focus, bilanciamento del bianco ed altro).

Schermata di dialogo di Cinema FV-5
Impostazioni touch, nella schermata di dialogo di Cinema FV-5


Viene anche facilitata la gestione del microfono esterno con registrazione in Ultra High Definition. Il software nella versione paid è installabile su tutti i device Android di proprio possesso (smartphone e tablet). Naturalmente anche in questo caso è sostanzialmente la qualità dell'hardware che consente di ottenere risultati eccellenti.

ProCam 4 - Manual Camera + RAW
ProCam 4 - Manual Camera + RAW (http://www.procamapp.com/)


Solo per iPhone è disponibile Apple ProCam 4 - Manual Camera + RAW (sviluppatore: http://www.procamapp.com/). È certamente una delle migliori applicazioni in questo settore e consente di gestire in modo soddisfacente sia la foto che la ripresa video. Ha, come i software precedenti, opzioni avanzate ma è soprattutto interessante l'uso del formato Raw ("formato originale"), per cui le immagini vengono registrate nella loro forma primitiva dopo essere state convertite da analogico a digitale. Questo formato garantisce la qualità fotografica (in funzione delle condizioni in cui è avvenuta la ripresa), per ottenere buoni risultati nella successiva elaborazione al computer.

App Audio Video Editor
App Audio Video Editor per l'editing dei video (by Photo Suit Studio - non viene specificato il sito Web)


Non-linear Video editing system (NLVE) su smartphone
A volte è necessario, anticipare alcune operazioni di postproduzione sul filmato, direttamente "in campo" operando sullo smartphone come se fosse una micro console. Allo scopo possiamo utilizzare software come Audio Video Editor, un freeware per l'editing dei video. per la modifica e il montaggio dei file multimediali. Analogamente per iOS segnaliamo Voddio.

FilmoraGo Video Editor - Wondershare
FilmoraGo Video Editor (https://www.wondershare.com/)


FilmoraGo - Free Video Editor è un'ottoma App per Android e iOS (gratuita), consente di operare sui file da smartphone, utilizzando gli stessi strumenti di editing di Filmora per Computer (descritta di seguito).
Con questa possiamo, fra l'altro, condividere il risultato direttamente su YouTube, Instagram, WhatsApp, Vimeo e per una volta troviamo supportata anche la lingua italiana.
Tuttavia, come detto in precedenza, essendo un'applicazione ottima e gratuita, è comprensibile che "largheggi" un po' sulle autorizzazioni assicurandosi un discreto monitoraggio del device nel quale viene installata.

Non-linear Video editing system su computer
Il video editing non lineare, avanzato e soprattutto confortevole, lo utilizzeremo su desktop computer PC o Mac.
A parte i software professionali ben conosciuti ma un po' costosi come Adobe Premiere e Techsmith Camtasia , ci sono diversi prodotti a basso costo, se non addirittura freeware, molto validi per i nostri scopi di documentazione. Uno dei più utilizzati è Windows Movie Maker.
Ha avuto una storia lunga, anche un po' tormentata, e attualmente non è più supportato da Microsoft che lo sostituirà a breve con Windows Story Remix (compreso nel "Fall Creators Update" di Windows 10). Si tratta di un complesso tool per il video editing collaborativo che consentirebbe di realizzare filmati partendo da diversi materiali video e audio, compresi modelli tridimensionali creati attraverso Paint3D.
Movie Maker è tuttavia ancora facilmente reperibile in Rete da terze parti (fare attenzione all'eventuale presenza di adware fastidiosi).

Filmora per Windows e Mac
Filmora 8.1 - Wondershare per Windows e Mac ( https://filmora.wondershare.com/)


Un valido software per video editing professionale è Filmora 8.1, prodotto da Wondershare per Windows e Mac (peccato non per Linux). Consente un editing avanzato dei filmati e delle immagini. La schermata riportata di seguito mostra l'interfaccia, piuttosto simile a quella di Camtasia e Premiere.

VSDC Video Editor
VSDC Video Editor, di Videosoftdev(http://www.videosoftdev.com/it/)


Ugualmente valido è VSDC Video Editor, software disponibile anche come freewaree, con alcune limitazioni. VSDC propone una suite di prodotti integrati (e gratuiti). Oltre Video Editor sono disponibili, VSDC Screen Recorder e VSDC Video Capture con i quali è possibile registrare schermate o interi video dal desktop e salvarli sul computer in diversi formati.

Come si vede il settore della documentazione visuale scientifica sembra piuttosto "maturo", tanto che cominciano diffondersi, attività di servizio per soddisfare le esigenze di chi produce video di vario genere. Prendiamo ad esempio iSTOCK (https://istockphoto.com/it), un image - store specializzato nella vendita di foto e brevi filmati illustrativi di notevole qualità grafica.
Si tratta di risorse utilizzabili per campagne pubblicitarie e montaggi professionali video, componenti multimediali modulari, che si possono facilmente inserire nei propri lavori, conferendo ad essi un taglio professionale. Le specifiche risorse in ambito "scientifico" sono visibili alla pagina iStock - Scienza.
Si può dire che iSTOCK è un servizio trasparente. Le licenze d'uso sono riportate chiaramente e i prezzi, una volta tanto espliciti. Nel nostro lavoro, questi ultimi rappresentano un'indicazione interessante per due motivi.
Da una parte consentono di valutare concretamente l'opportunità di procurarsi parte del materiale multimediale già pronto, cosa utile specialmente quando è richiesta una particolare accuratezza (documentazione finale di un rilevante progetto, allegato multimediale per la submission a una rivista prestigiosa e simili).
Dall'altra rappresentano una specie di stima del valore del materiale documentale che viene autonomamente prodotto nel corso di attività come quelle descritte in questo articolo.
[tra l'altro, esiste anche la possibilità di instaurare una propria collaborazione professionale con questo servizio. Le condizioni sono descritte alle pagine WorkWithUs e WorkWithUs FAQ].


Per riassumere, nel suo complesso il costo di questo laboratorio tra hardware e software (telefono escluso) può variare alquanto ma si attesta, cercando di selezionare componenti economiche ma pur sempre valide, da duecento a meno di trecento Euro. L'entità della spesa non dovrebbe creare reali problemi di budget (sia per gli Enti pubblici che per i singoli Professionisti). Pertanto chiunque può permettersi, anche per semplice diletto, di produrre documentazione multimediale.
In questo caso i buoni risulatti non sono legati unicamente alle apparecchiature (ovviamente entro certi limiti), ma alla capacità di farle funzionare. Moltissimo conterà poi la conoscenza della ricerca che si intende illustrare e la personale capacità espressiva.

Conclusioni
I documenti multimediali sono ormai un prodotto standard dell'editoria scientifica e si trovano, insieme a infografiche, grafici e modelli molecolari quale materiale di accompagnamento degli articoli ad elevato impatto. In fondo, tutto ciò, rappresenta il tentativo di superare il modello editoriale basato su peer review, fornendo agli autori (oltre la validazione del lavoro), altri servizi. Ad esempio strumenti per creare ambienti multimediali efficaci sul piano comunicativo (vedi il Virtual Microscope o l'Interactive Phylogenetic Trees dell'Editore Elsevier citati nell'Editoriale precedente) e spazi social ben organizzati dove esibirli (Video Abstracts "Author Hub - British Medical Journal).
In tal modo l'Editore valorizza la pubblicazione che seleziona, elevandone lo score citazionale a vantaggio proprio (IF) e degli autori (h-Index).
In questo nuovo contesto, i ricercatori dovranno impegnarsi di più, ma avranno maggiori possibilità di farsi conoscere e potranno realizzare questo obiettivo utilizzando strumentazione a basso costo come smartphone o tablets.


Bibliografia

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OPEN REVIEW - Modulo per la "revisione aperta" di questo articolo, pubblicato sul numero 102/2017 di SPVet.it



Ciappelloni 2017. Editoriale (SPVet.it 102/2017)
Ciappelloni 2017. Editoriale (SPVet.it 102/2017)



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